Sono migliaia al giorno, un flusso corposo e costante di persone in fila a Palazzo Ducale per ammirare un Bruce Chatwin meno noto ma non meno affascinante dello scrittore: il fotografo e collezionista. “Un risultato lusinghiero – commenta Luciana Damiano, ideatrice e responsabile del Premio Chatwin-camminando per il mondo - che ci stimola a prendere in seria considerazione le richieste di portare la mostra fotografica da Genova in altre città italiane”.
Inaugurata mercoledì 11 novembre a Palazzo Ducale, Sala degli Abati, in apertura dell’ottava edizione del Premio Chatwin-camminando per il mondo, la mostra Che ci faccio qui?, espone una quarantina di scatti, 16 inediti e altri già raccolti nel volume L’occhio assoluto (Adelphi), che sintetizzano e descrivono la filosofia di viaggio, quell’eterno viaggiare che ha guidato ogni passo di Chatwin e che gli organizzatori del Premio vogliono ricordare a vent'anni dalla scomparsa.
Alle foto si affiancano alcuni oggetti simbolo delle tante altre passioni dello scrittore: il martelletto con cui batteva le aste alla Sotheby’s; la Leica, la macchina fotografica che lo ha accompagnato in tanti viaggi; l’inseparabile zaino, realizzato artigianalmente su suo disegno da un sellaio inglese; oggetti e souvenir, testimonianza di tanti incontri; lettere e taccuini.
Oggetti che hanno un significato particolare per Chatwin, strano ed estroso collezionista, in grado di fare pazzie per acquisire reliquie e capolavori di ogni genere, ma anche in grado di conservare e quasi venerare piccoli oggetti etnici o insignificanti frammenti recuperati durante i suoi viaggi.
Tanto ambizioso per possederli, quanto generoso nel regalarli.
La mostra a Palazzo Ducale resterà aperta, a ingresso gratuito, fino al 22 novembre.






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