Colavano gocce di pioggia sulla tela del mondo e uno spettatore assorto continuava a meravigliarsi di come il cielo cambiasse pelle. Azzurro... nero... rosso e poi mille sfumature venate da lampi improvvisi.
«Quale sarà il suo vero colore? E quale il mio?» Ecco i pensieri che inseguivano un vecchio camaleonte che inseguiva se stesso. Anche lui, per tutta la vita non aveva fatto altro che mutar di pelle e proprio per questo motivo credeva di essere un frammento di cielo grattato via da qualche temporale. Ancora una volta gli occhi all'insù aspettavano una risposta. Sapevano che a breve il più bel fiore che avesse mai visto sarebbe sbocciato. Aveva viaggiato in lungo e largo, nello spazio e nel tempo, convinto di poterlo raggiungere. Solo allora si sarebbe fermato e sarebbe stato pronto a morire... Ma il suo era un peregrinare senza fine.
«Questa volta ce la farò. Ne sono sicuro» si ripeté. Lo cercava da una vita, ma era da molto più tempo che s'era incamminato. S'era dimenticato anche da dove era partito. Quanti anni aveva o dove fosse ora. Sapeva solo che sentiva il bisogno di andare. Di trovare il vero colore della sua pelle. Era arrivato in capo al mondo, ma... niente.
...Ricordava di essersi infiammato di rosso quando s'era abbracciato con Rosa. Una bellezza profumata e pungente. Un incontro delicato e selvaggio dall'ardente sapore di dolcezza... Era capitato così per caso in un paesino della Francia settentrionale di cui aveva dimenticato il nome... Poi s'era fatto verde perdendosi in qualche brughiera o landa d'Europa insieme a Erica. In quell'occasione aveva capito subito di trovarsi di fronte un carattere duro e combattivo, ma ne rimase ammaliato.
Invaso, come era, dalla magica musica di api e fate...
Per non parlare di quando non sfuggì al fascino del viola. Si chiamava Iris. Era elegante e misteriosa come la sua terra d'origine: il Tibet. Fragile e orgogliosa, sempre pronta a raccontarti bellezza e pace… Poi ci furono Margherita, Ortensia, Violetta, Fiordaliso e tante altre ancora... e con loro era stato altri colori, altre sfumature... Eppure nessuno di questi era il suo vero colore, anche se tutti gli appartenevano. Dal rosso al violetto, dal giallo all'azzurro... Non aveva dubbi I'unico fiore che voleva con ogni fibra del suo colpo era quello che sbocciava in cielo dopo ogni temporale... E chissà come si chiamava. Dove aveva le sue radici...
Smise di piovere. Il vecchio camaleonte usci dal suo riparo e si mise di nuovo alla ricerca dell'Arcobaleno.
«Quale sarà il suo vero colore? E quale il mio?» Ecco i pensieri che inseguivano un vecchio camaleonte che inseguiva se stesso. Anche lui, per tutta la vita non aveva fatto altro che mutar di pelle e proprio per questo motivo credeva di essere un frammento di cielo grattato via da qualche temporale. Ancora una volta gli occhi all'insù aspettavano una risposta. Sapevano che a breve il più bel fiore che avesse mai visto sarebbe sbocciato. Aveva viaggiato in lungo e largo, nello spazio e nel tempo, convinto di poterlo raggiungere. Solo allora si sarebbe fermato e sarebbe stato pronto a morire... Ma il suo era un peregrinare senza fine.
«Questa volta ce la farò. Ne sono sicuro» si ripeté. Lo cercava da una vita, ma era da molto più tempo che s'era incamminato. S'era dimenticato anche da dove era partito. Quanti anni aveva o dove fosse ora. Sapeva solo che sentiva il bisogno di andare. Di trovare il vero colore della sua pelle. Era arrivato in capo al mondo, ma... niente.
...Ricordava di essersi infiammato di rosso quando s'era abbracciato con Rosa. Una bellezza profumata e pungente. Un incontro delicato e selvaggio dall'ardente sapore di dolcezza... Era capitato così per caso in un paesino della Francia settentrionale di cui aveva dimenticato il nome... Poi s'era fatto verde perdendosi in qualche brughiera o landa d'Europa insieme a Erica. In quell'occasione aveva capito subito di trovarsi di fronte un carattere duro e combattivo, ma ne rimase ammaliato.
Invaso, come era, dalla magica musica di api e fate...
Per non parlare di quando non sfuggì al fascino del viola. Si chiamava Iris. Era elegante e misteriosa come la sua terra d'origine: il Tibet. Fragile e orgogliosa, sempre pronta a raccontarti bellezza e pace… Poi ci furono Margherita, Ortensia, Violetta, Fiordaliso e tante altre ancora... e con loro era stato altri colori, altre sfumature... Eppure nessuno di questi era il suo vero colore, anche se tutti gli appartenevano. Dal rosso al violetto, dal giallo all'azzurro... Non aveva dubbi I'unico fiore che voleva con ogni fibra del suo colpo era quello che sbocciava in cielo dopo ogni temporale... E chissà come si chiamava. Dove aveva le sue radici...
Smise di piovere. Il vecchio camaleonte usci dal suo riparo e si mise di nuovo alla ricerca dell'Arcobaleno.






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